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LA FERROVIA ROMA LIDO NON HA PACE

Chiudono tre stazioni mentre Atac, comune e regione litigano. Ma le spese le fanno i pendolari …

Dal 13 settembre la ferrovia Roma-Lido salterà ben tre fermate. Resteranno chiuse le stazioni di Stella polare, Castelfusano e Cristoforo Colombo. La Roma-Lido non ha treni a sufficienza per assicurare il servizio con l’attuale (e già problematica) frequenza. L’unica soluzione trovata da parte dell’azienda è quella di recuperare tempo sopprimendo le fermate.

Si parla di una riapertura totale per fine marzo 2022.


I DISAGI

A creare maggiore preoccupazione è la chiusura di Stella polare, che è lo scalo di riferimento per chi è diretto all’ospedale Grassi, al centro paraplegici e ai plessi scolastici maggiori del territorio. Ma non è assolutamente da sottovalutare la mole di pendolari, lavoratori e studenti, attualmente serviti dalle altre due stazioni.

Il rischio è che collassi la mobilità interna al quadrante, con un aumento del volume di automobili in circolazione, che andrebbe ad insistere su di un tessuto stradale già ampiamente problematico.

Pare di difficile attuazione il piano alternativo messo in campo da Atac. I bus navetta che dovrebbero fare da spola da Cristoforo Colombo a Lido Centro, sono una scelta perdente anche in situazioni di normalità. Con l'obbligo di ridurre del 20% la capacità di carico di ogni singolo mezzo, non si può non prevedere un disastro nelle ore di punta. Disastro che costringerà gli utenti a prendere l’auto per raggiungere la prima stazione operativa. Lecito chiedersi: dove parcheggeranno tutti i passeggeri per Roma? Troveranno tutti spazio alla stazione Lido? Il rischio di una guerra tra residenti e pendolari per i parcheggi è dietro l’angolo.


LO SCARICABARILE


L'assessore Mauro Alessandri

A fine settembre l’assessore alla mobilità della regione Lazio, Mauro Alessandri, ai microfoni di radio NFL, ha annunciato un investimento cospicuo sulla tratta, relativo soprattutto al materiale rotabile. Tant'è che è stata assegnata, ad agosto, una gara di 45 milioni e mezzo per l’acquisto della prima parte di nuovi treni. Pare che i milioni di euro da spendere, alla fine, siano 180, provenienti da varie fonti.

Ma la domanda sorge spontanea. Come si fa a riqualificare una linea così problematica (e nevralgica) se non si è nemmeno in grado di farla funzionare? Se semplici manutenzioni creano un disservizio così grande?

Per Atac le responsabilità sono della regione. Per la regione sono di Atac. Sullo sfondo, tragicamente, le elezioni al comune di Roma, che rendono ogni polemica decisamente poco costruttiva. Talmente poco costruttiva che non merita nemmeno di essere seguita.


LA VOCE DEI PENDOLARI

Accorata, e perfettamente comprensibile, la posizione del comitato pendolari Roma Ostia, raggiunto dalla nostra redazione, che, attraverso la voce di Roberto Spigai, riflette su come non c’è stato un terremoto a Ostia e neppure è scoppiato un incendio improvviso nel Deposito Officina ATAC di Magliana, indicando una scarsissima capacità di previsione. Spigai prosegue individuando il vizio “politico-gestionale romano di superare i problemi limitando, riducendo, transennando o (meglio) chiudendo. Atac-Regione-Comune hanno brillato, assieme, per inadeguatezza del capitale umano dirigenziale, dispendio di denaro pubblico sulle tre ferrovie ex-concesse e per i risultati progressivamente disastrosi. Hanno trasformato il quotidiano di noi pendolari della Casilina, di Sacrofano o di Stella polare, in una emergenza. Non sono stati capaci in 8 e più mesi di far ripartire decine di ascensori e scale mobili delle stazioni della Lido (circa il 50% degli impianti fermi) precludendo la mobilità a anziani, mamme con bimbi piccoli e persone affette da gravi problemi motori”. Il rappresentante del comitato chiude con una nota di giustificato pessimismo:figuriamoci se sono capaci di fare adeguata manutenzione ordinaria, straordinaria e revisioni generali”.


L’INFORMAZIONE LOCALE

Da registrare la posizione del collega Giulio Mancini, pubblicata dell’emittente locale Canale 10. “Praticamente scrivo della Roma-Lido dal mio primo giorno da cronista. Da più di 43 anni, non passa giorno che non mi debba occupare di questa ferrovia maledetta nata nel 1924. Prosegue il cronista: “in tutti questi anni ho visto avviare e poi arenarsi i lavori per nuove stazioni (Acilia Sud) e per la ristrutturazione di quelle vecchie (Tor di Valle). Ho letto di progetti per ulteriori nuove stazioni (Malafede e Mezzocammino). Ho annotato il progetto faraonico di un braccio diretto all’aeroporto di Fiumicino. Ma se il risultato è questo, ovvero l’incapacità di gestire il servizio ordinario, quale credibilità possono avere quelle che sono bolle di sapone e sperpero di denaro pubblico?


Chiude Mancini: “Nel mare magnum di politici inaffidabili la Roma-Lido ha vissuto un solo momento di gloria: fu quando, allo stremo delle risorse, il Campidoglio decise di dirottare sulla ferrovia del mare 6 treni Caf appena consegnati dall’industria spagnola ma destinati alla Metro A. Altri tempi: il sindaco era Walter Veltroni, il delegato per il litorale Paolo Orneli ed il presidente del municipio Davide Bordoni. Erano i primi anni del millennio e quello fu l’ultimo acquisto di treni per la Roma-Lido grazie a personaggi che in termini di sensibilità politica e di capacità di ascolto non si possono che rimpiangere rispetto ai nani di oggi”.


Giulio Mancini segnala anche l’assenza di posizioni da parte della politica locale. Silenzio rotto, ad oggi, solo da Monica Picca, candidata presidente del Municipio X per il centrodestra alle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre che se la prende, principalmente, con la amministrazione a cinque stelle uscente: “Ma cosa ha fatto la giunta pentastellata in questi tre anni e mezzo per sollecitare Campidoglio e Regione Lazio ad un intervento? Nulla”.


UNA RACCOLTA FIRME PER SALVARE LE STAZIONI

Frattanto i pendolari si mobilitano. E’ attiva infatti una raccolta firme per chiedere ad Atac di fare marcia indietro sulla chiusura delle tre stazioni. L’iniziativa si è diffusa rapidamente sui social. Spiegano gli organizzatori: “il nostro obiettivo è di raccoglierne simbolicamente quante più possibile per contestare nel pratico ad Atac la sua decisione. La Roma-Lido va potenziata, non tagliata!“.

Sarà possibile firmare la petizione di fronte alle tre stazioni. I prossimi banchetti sono previsti a Castel Fusano martedì 7 settembre dalle 7.30 alle 12 e a Cristoforo Colombo mercoledì 8 settembre dalle 7.30 alle 12.


Mario Michele Pascale


Area Pascale ha dedicato, in passato, un'intera trasmissione ai problemi di Ostia, soffermandosi sulla Roma-Lido: puoi ascoltarle la trasmissione qui.

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